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Francavilla, quante storie:
viale Lilla, salotto senz’anima

giovedì, ottobre 29th, 2009

vili

Non so se i giovani di oggi hanno mai visto alcune vecchie foto che ritraggono il viale Vincenzo Lilla. Ne dubito, perché è difficile che ne abbiano potuto avere l’occasione. Se qualcuno di essi, incuriosito, volesse farlo, può rintracciarle nel libro di Alessandro Argentina, Francavilla Fontana. Ricordi (Levante Editori, Bari, 1994, pp. 29-39). Cosa si vede in quelle vecchie foto d’inizio e metà Novecento? La prima illuminazione elettrica, montata su ingombranti e antiestetici tralicci in ferro. La piantumazione dei tigli imbracati nei tutor, ma anche i vecchi alberi preesistenti (in doppia fila su ogni lato del viale). I marciapiedi in terra battuta (in una foto del 1942 appaiono già pavimentati, con mattoni diversi da quelli di adesso). Le case tutte a piano terra, in tufo e in stile neoclassico: un unicum stilistico che è stato violentato nella seconda metà del secolo scorso. Si vede inoltre il prima e il dopo la nascita della fontana antistante la stazione (non quella pretenziosa che è stata costruita negli ultimi anni). Infine, i mezzi di locomozione del tempo (traini e calessi, con qualche bicicletta). Il tutto in bianco e nero, che dà alle immagini-documento una patina di eleganza d’antan.

(continua…)

Le Grandi Battaglie di Civiltà: la Biblioteca Comunale

lunedì, ottobre 19th, 2009

Tornano le Grandi Battaglie di Civiltà di Petrolio: dopo i bagni pubblici, non potevamo certo lasciare in sospeso un’altra annosa (sempre perché dura da anni) questione, quella della biblioteca comunale. Così abbiamo pedinato Savino d’Andrea e Pietro Filomeno  – entrambi dal barbiere e con improbabili calzini turchesi – per farcene raccontare i contorni e le stravaganze. L’impressione è che Marco Travaglio potrebbe scrivere milioni di tomi su questa storia, e Stephen King pure. Possiamo solo dire che una biblioteca aperta solo la mattina è come Darth Vader senza spada laser. Certo, la situazzionae è molto più complessa, lo sappiamo, ha mille sfaccettature e prima di lanciare proposte ci pensiamo su un bel quarto d’ora. Del resto, la stessa storia della biblioteca appare maledetta, una storia che ha voluto la biblioteca medesima zingara per mezza Francavillae prima di approdare in piazza Dante, perdendo qua e là per strada preziosi volumi gentilmente donati da privati. Un caso scottante, una storia sbagliata, una sctrana maledizzionae che perseguita chiunque voglia aprire un libro a Francavillae. Tremate!