Le Grandi Battaglie di Civiltà: i Bagni Pubblici
Scritto da Petrolio, lunedì 12 ottobre 2009Poiché Petrolio non è solo suburra di matti e lazzi e frivolezze, cominciamo oggi con le nostre Grandi Battaglie di Civiltà. Ci sono questioni che vanno affrontate di petto, senza più ideologiche fette di prosciutto a impedire la vista di soluzioni (im)possibili. Con questo spirito abbiamo accostato l’annoso – nel senso che dura da anni – problema dell’assenza di bagni pubblici in piazza Umberto I. Mancanza che si rivela questione spinosa e intergenerazionale, impedimento alla socialità e causa di repentina usura dei sanitari degli esercizi commerciali locali. Da qui la scelta di Petrolio, dare la parola agli habitué della piazza centrale, i quali, dopo un momento di naturale diffidenza, ci hanno inseguito pur di poter dire la loro in video. Un fiume di protesta che sta per rompere gli argini.
ottobre 12th, 2009 at 01:35
Devo dire che è stato un gesto di buon senso e buona etichetta non inserire queste interviste fra i Piatti tipici, soprattutto per le donne, la più senziala cosa.
Ora capisco di cosa sia colmo il fiume di protesta.
nu facc t merd, ca orina cret le crast t fiore.
P.S. Il punto clu é quello sui cacciatori.
ottobre 12th, 2009 at 08:41
i grandi saggi hanno parlato ,e con il loro dito accusatorio non hanno avuto pieta per nessuno.
li franghdis so tutt na facc d merd
ottobre 12th, 2009 at 08:49
una cosa colma
li franghdis so tutt na facc d merd
in piazza
vi garantisco che se fosse scritto in giapponese entrerebbe nel 5-7-5
ottobre 12th, 2009 at 09:45
Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito.
Menamèh.
ottobre 12th, 2009 at 09:46
“Perché diciamo, un uomo pisciare dietro una macana – e non è giusto! E non è giusto!”
sape nui all’età lore… ci rria cu nni ntervista nu facci d mmerda idealista quannu nvece iu tocc’a pisciu.
sta capisci?
sto ca pisciu!
vabbè buondì galassia la chiazza!
ottobre 12th, 2009 at 09:58
Quando il dito indica la luna,lo stolto uarda lì palumm ca cachene a tutt vanni e li cacciaturi no tenne l’aoutorizzazzziona
ottobre 12th, 2009 at 10:10
“chi mi conosce lo sa” che non amo commentare ma:
erik cito, idealista ci sarai tu
(comunque sì, tutti a guardare lo dito)
ottobre 12th, 2009 at 11:56
“suburra di matti e lazzi e frivolezze”
Qui qualcuno è appena uscito ‘dall’inferno’.
ottobre 12th, 2009 at 12:11
finalmente qualcuno che mi capisce.
ottobre 12th, 2009 at 12:42
diciamo che ci sono tante cose che si devono fare ma la piu senziale cosa è il Bagno
secondo me il dito nel filmato ha un potere ipnotico potentissimo di fatti non riesco a smettere di guardare e riguardare ,AIUTO
ottobre 12th, 2009 at 12:46
la disponibilità o meno di cessi pubblici fa’ la civiltà di un paese…speriamo che si sblocchi qualcosa, onde evitare blocchi intestinali o fiumi di lanzimiento nelle viuzze del centro.
come fa intendere il saggio della piazza, pisciare dietro la macchina non è una gran cosa, ma in assenza di cessi uno che deve fare? si facci scuppia’ li ‘ntrami?!
quoto anche questo pezzo! vai petrolio, questa è la strada.
ottobre 12th, 2009 at 13:02
Voglio riportare un attimo “nei ranghi” la discussione (magari assumendomi il rischio di apparire il solito guasta feste).
Prima di tutto, intendo ringraziare le persone (semplici e splendide) che hanno deciso di farsi intervistare, magari anche sapendo di andare incontro alla derisione di qualcuno.
Dall’intervista emerge un dato molto più interessante della semplice ironia che alcuni interventi, anche pirotecnici e folcloristici, ispirano nel lettore: queste persone hanno espresso un disinteresse pressoché totale verso qualunque argomento che non fosse l’apertura del bagno pubblico in piazza. Per costoro, che vivono come si viveva una volta il centro della città, la mancanza di un bagno vuol dire impossibilità di intrattenersi più di tanto fuori dalle mura domestiche. E’ un vero dramma.
Invito pertanto i lettori a guardare l’intervista sotto questa ottica.
Da parte dei petroliferi, infatti, non c’è stata nessuna intenzione di mettere in ridicolo ma realmente, come sempre, di disegnare la realtà della nostra comunità nella maniera più autentica, senza filtri.
ottobre 12th, 2009 at 13:10
Nel guardare il video, quello che mi lascia più stranito
è la contrapposizione dei vecchi tristi e abbattuti (senza
alcuna offesa) sulle panchine con i soliti ragazzetti snob-e-puzza-sotto-al-naso
sullo sfondo.
Mi chiedo perché l’autore del video non sia andato ad intervistare
anche i ragazzi ivi presenti.
ottobre 12th, 2009 at 13:18
eheheheh. mi si provoca l’intervistatore.
ottobre 12th, 2009 at 14:13
a sergio
credo che nel video sia chiaro è fuori di ogni dubbio che il problema del bagno per i vecchietti sia un problema reale e sentitissimo.
non ti preoccupare .
P.S. è proprio questo che lo rende piu divertente (scherzo naturalmente)
ottobre 12th, 2009 at 14:47
Ringrazio i redattori petroliani che ritornano su una questione importantissima per la nostra comunità.
C’è una cosa che mi rattrista più del problema stesso, è il fatto che quello che in altri paesi ha un carattere di ordinarietà a Francavilla debba passare come un evento eccezionale. Lo si evince anche dalle espressioni usate dal post: “Grande battaglia di civiltà”.
Perché grande e perché civiltà. Mettiamo le cose al posto giusto. Grande assolutamente no in quanto è un problema di estrema ordinarietà. Civiltà neanche perché se ci fossero, intendo i bagni pubblici, non sarebbero necessari a farci acquisire la patente di popolo civile, è il non averli che ci danno la qualifica, sicuramente, di incivili.
In altri luoghi si registra il posizionamento di bagni esteticamente belli e da un designer che è in linea con l’arredo esterno. Ma di che cosa stiamo parlando? Siamo un popolo di m…da, no semplicemente siamo dei merdosi. Ci manca il coraggio della quotidianità. Ci lasciamo infinocchiare facilmente dal politico di turno. Sappiamo rendere invisibile ciò che è sotto gli occhi di tutti. Alziamo la voce. Solleviamo la testa. Usciamo dall’anonimato. Basta con l’indifferenza. Io sono per le battaglie legittime, grandi o piccole che siano. Mi arruolo.
ottobre 12th, 2009 at 15:44
Butto di vileno, se questa non è vera cronaca vera!
E’ noto a tutti che servirebbero dei bagni da quando hanno deciso di chiuderli, a tutti tranne che all’amministrazione a cui lancio un appello: ’sto dito, anziché guardarlo, che qualcuno ne faccia qualcosa di più utile…
ottobre 12th, 2009 at 16:36
qualcuno può dirmi quanto costerebbe rimettere i bagni in funzione?
ottobre 12th, 2009 at 17:18
… 50 centesimi il bisogno grande.
ottobre 12th, 2009 at 20:50
Sul finire di questa giornata, riportiamo la discussione sul binario giusto. Nonostante l’approccio ironico alla questione dei bagni pubblici in piazza Umberto I e la simpatica foga dei signori intervistati, il vero problema è la mancata garanzia di un servizio pubblico che risolva le necessità fisiologiche dei nostri anziani. Per i quali, altrocché, l’incontinenza è un problema serissimo.
Va bene allora che l’Amministrazione finanzi i soggiorni termali per piccoli gruppi di fortunati arzilli. Vanno benissimo, figuriamoci, i corsi dell’Università della Terza Età. Vanno ancora meglio, per carità, le associazioni per l’assistenza domiciliare, sempre che facciano bene il loro lavoro. Ma una comunità (e nessuno qui si senta assolto) che tiene davvero a cuore la salute dei propri anziani, non può fare a meno di mettere mano a questo problema. Dice bene Savino D’Andrea, si tratterebbe di un “ritorno alla normalità”, una faccenda di ordinaria amministrazione. Insomma, stiamo parlando di un banale bagno pubblico, mica di un interporto. Faccenda che, infine, per essere ulteriormente evidenziata, non dovrebbe certo avere bisogno dell’interesse di tre quattro mascalzoni in libera uscita come noi.
ottobre 12th, 2009 at 21:48
PROMUOVIAMO LA NUOVA CIVILTA’ DELLA PROSTATA.
P.s. Delle due l’una: o si vuole evidenziare i genuini e più avvertiti bisogni dei frequentatori di piazza Umberto oppure si considera prioritario il problema sociale dei bagni pubblici.
ottobre 13th, 2009 at 00:41
Beh, indubbiamente il servizio (mai termine fu più appropriato) offre diversi spunti.
Le chiavi di lettura sarebbero molteplici, ma credo che di livelli ce ne siano essenzialmente due:
l’uno è quello, più immediato, che porta a cogliere la simpatica genuinità dei nostri personaggi e che ci ha portati tutti ad avere l’impulso a farci sotto dalle risate (o dietro qualche crastha, se uomini,o arrangiate alla meno peggio, se donne);
l’altro è più profondo,e ci porta a riflettere in maniera seria sulla questione.
A dir il vero inizialmente m’ha sopreso lo slancio, il fervore,la veemenza con cui questi signori rivendicavano il loro sacrosanto diritto a trovare pubblica collocazione ai loro bisogni fisiologici. Ed ho avuto l’impressione che fosse un’esigenza troppo enfatizzata, la loro.
Poi ho pensato che sì, forse dinanzi ad una situazione che si ripete di giorno in giorno da anni, qualsiasi uomo dall’ampolla vescicale di dimensioni ordinarie sarebbe poco tollerante.
Ciò che mi sorprende, tuttavia, è la propensione dei nostri ad adattarsi a soluzioni davvero poco confortevoli, quali piante, marciapiedi e pizzetti di pizzuli, piuttosto che chiedere ai gestori dei bar (di cui credo essi potrebbero essere clienti) di utilizzar quei bagni.
E dunque mi interrogo: ci avranno forse provato, ricevendo ripetuti dinieghi? (d’altronde potrebbe essere anche plausibile che ci sia stato un rifiuto da parte dei gestori) oppure è innata e spontanea attitudine quella di frequentar storiche dimore e naturali scenari per trovar più consono l’orinoloco?
Insomma, l’indignazione per l’assenza di bagni pubblici deve portare necessariamente a queste drastiche soluzioni color giallo paglierino?
Forse in attesa dei bagni pubblici potrebbe almeno farsi qualcosa per preservare l’igiene nei luoghi più frequentati dagli habituè: se rimettere a posto un bagno pubblico dovesse mostrarsi ardua impresa per le vessate casse comunali (e ne dubito), almeno qualche bagno chimico o chessò io, potrebbe fungere da temporanea risoluzione del problema?
In ogni caso, del discorso apprezzo la quantomai spiccata vicinanza al problema dell’evacuazione urinaria femminile.
Liquidi, limpidi, atossici, sterili saluti.
A ph variabile.
ottobre 13th, 2009 at 00:53
dinamite, in verità i lorsignori hanno sperimentato la soluzione-bar, ma a quanto pare è inefficiente.
ottobre 13th, 2009 at 01:09
Siete geniali.
Vi ho sempre stimato.
Frank Villa nel mio cuore.
Questo blog spacca il culo.
Guardatevi quelli di Grottaglie e si piange di tristezza.
E’ brutto sentirsi giovani nella nostra città.
ottobre 13th, 2009 at 10:42
All’anziano cegliese, voglio i sottotitoli! Gran bel servizio cmq. Quello dei bagni pubblici e Chimici è un problema da risolvere al più presto…a meno che non vorremo vedere la piazza e dintorni trasformarsi definitivamente come un grande urinatoio.
ottobre 14th, 2009 at 12:50
Dani Dica Says: “…a meno che non vorremo vedere la piazza e dintorni trasformarsi definitivamente come un grande urinatoio.”
Dagli tempo e vedrai…
ottobre 16th, 2009 at 21:20
Non troppo tempo, eh
ottobre 17th, 2009 at 11:29
Importante o no, prioritario o no, credo che la realizzazione dei bagni pubblici sia necessaria, non per forza bagni faraonici, ma semplici, come le cabine che mettono in vari mercati settimanali come Mesagne, non credo che la spesa sia eccessiva. Piccoli accorgimenti, piccoli lavori che non solo a Francavilla, ma al Sud sembrano macigni, ostacoli insuperabili..Spero sempre in una classe politica futura migliore, con occhi e cuore verso il sociale.