Discorso intorno alla città.
Intervento del produttore Alessandro Contessa

Scritto da Petrolio, venerdì 29 gennaio 2010

drogspez

Ritorna l’appuntamento con la rubrica Discorso intorno alla città. Visione e identità di Francavilla tra dieci anni fa. Questa settimana è la volta di Alessandro Contessa, produttore cinematografico.

***

Scrivo mentre da una metropoli all’altra rimbalza il terrore di attacchi terroristici, la paura di immigrazione selvaggia e il conseguente rischio sociale.
La società moderna è impegnata a difendersi dalla presenza fastidiosa di forestieri emarginati, ma si impegna poco nei propri centri urbani per abbattere le distanze al fine di attenuare degrado e appunto emarginazione. Ormai nelle megalopoli contemporanee la paura del pericolo, della violenza e della differenza si sovrappongono e confondono, scatenando il bisogno di ritirarsi in nicchie di sopravvivenza separando tutti da tutto nel conforto della propria dimora. La sfera privata sta dunque avanzando a scapito di quella pubblica, cancellando pian piano l’agorà e l’umanità che costantemente la alimentava, omogenizzando i centri abitati in gabbie senza identità.

Sono ripartito da Francavilla all’indomani dell’ennesima tragedia sociale, cronaca nera che oltre ad aver aumentato la casistica di delitti nel 2009 ha avvicinato ancor più Francavilla ai problemi delle grandi città.

In fin dei conti Francavilla, come queste città, ha una periferia degradata! E se un simbolico viaggio iniziasse dall’ultimo lembo della zona 167 (il quartiere San Lorenzo NdR) potremmo confonderlo quale avamposto e specchio di una grande città piena di problemi legati ai tantissimi abitanti e ai loro tantissimissimi disagi.

Ho vissuto spesso in zone periferiche di città grandi: garage e spogliatoi abitati da intere famiglie, strade al buio, serpentoni di cemento, impianti sportivi abbandonati, alberi in fumo, fenomeni di dispersione e marginalizzazione, ed ho pensato alla 167 o “Napoli vecchia”, come simpaticamente all’origine quella zona veniva denominata da “quelli di Francavilla”.

Continuando il nostro viaggio e lasciandoci alle spalle il quartiere San Lorenzo, percorriamo le strade che ci portano verso il centro imbattendoci nell’altro grande problema delle città del nostro secolo: il traffico delle automobili.
Più di una volta qualcuno, e con velato orgoglio, mi ha detto “qua stai cchiu traffico ca a Roma”, e qualcun altro ribatteva che invece l’unico vero problema è la delinquenza giovanile nel centro cittadino …e allora fermiamoci!
Credo che tutto questo basti per dire che in alcuni casi Francavilla Fontana sia affetta da bullismo, prendendo come modello le grandi città però imitandone solo i difetti ma anche la sopportazione o l’incapacità di trovare la soluzione più idonea.

Personalmente non amo sottovalutare i fenomeni, ma mi sembra quanto mai esagerato approvare l’utilizzo delle ronde in un paese di 37.000 abitanti; considerare irrisolvibile il problema del traffico; essere impotenti nel dare dignità ad un quartiere dormitorio poco distante dal centro cittadino, o rivitalizzare il paese culturalmente ed economicamente.
Non credo che la colpa sia da attribuire solo ai politici, in quanto la politica di una polis dovrebbe emergere dal contributo di tutti: uomini, donne, bambini, immigrati, maestri, scrittori, impiegati, avvocati, imprenditori, medici, precari, tutti dovrebbero essere stimolati a portare la loro esperienza.

E allora senza grandi timori siano i cittadini a dare delle indicazioni per il risanamento della propria città, anziché i politici in campagna elettorale.
Per fare la mia parte di cittadino seppur da lontano, e dare appena qualche spunto per “costruire” la Francavilla dei prossimi anni immagino: un ufficio comunale nella periferia; l’edificazione del comando della polizia municipale nel quartiere San Lorenzo anziché incarcerare i vigili urbani in un bunker lontano da ogni abitazione; la realizzazione di un parco, un monumento e una piazza degni di questo nome in quel quartiere e in altre zone nuove del paese; la gestione di strutture sportive e ricreative già esistenti; uno sviluppo maggiore nelle zone nuove di spazi destinati ai mercatini e al commercio; il controllo e la limitazione del traffico in alcuni giorni e in alcune vie solo alle auto autorizzate invogliando l’utilizzo di biciclette e bus urbani; la creazione di un parcheggio attrezzato che possa servire il centro cittadino; l’apertura di una strada che attraversi un quartiere fieristico ormai inutile restituendo vita al viale Lilla; la valorizzazione del centro storico con il recupero, anziché la sostituzione, di tutte le sue chianche possibilmente con poco cemento, asfalto e senza troppo scalfirle, rivitalizzando così le vie con botteghe di giovani artigiani, e incoraggiando l’apertura di una libreria magari aperta anche la sera; un migliore sfruttamento di un contenitore culturale qual è il Cinema Teatro Italia, evitando così il terribile trend nazionale della chiusura della sale cittadine; la consegna alla città di una biblioteca e mediateca; più interesse e investimenti nell’atletica, sport nazionale di Francavilla; la sostituzione di un corteo scenicamente e storicamente inguardabile e turisticamente nullo con una rievocazione legata agli Imperiali; il potenziamento in Italia e all’estero dell’identità storica, culturale e artigianale che più interessa ai non francavillesi: Riti della Settimana Santa, Banda, Ricci e camicie.

Insomma perché non curare e difendere con più amore la propria città eliminando disfattismo, passività, egoismo, snobbismo; componenti di una miscela esplosiva che porterà inevitabilmente ad uno stato di abbandono urbano irreversibile, fatto di differenze, strade vuote di gente, quartieri ghetto ampliati in modo spropositato, precarietà, violenza, ricchezza malata e disoccupazione, inquinamento.

Il rischio è alto in quanto viviamo una fase storica in cui ogni città ha poco tempo per decidere il proprio futuro, è in atto una velocissima fase di globalizzione negativa o, termine a cui sono affezionato, “mcdonaldizzazione” che dopo aver conquistato in tutto il mondo i centri più grandi punta il mirino verso città medio-piccole utilizzando come cavallo di troia la perdita della sicurezza personale, del proprio spazio e tempo.
Il timore, a volte solo strumentalmente minacciato, di perdere queste conquiste sta mettendo in serio pericolo quelle polis che in passato custodivano la nostra identità, e che ora rischiano di diventare spazi e corridoi per fugaci e calcolati attraversamenti in cui ognuno ignorerà l’altro.

Credo che se Francavilla perderà la caratteristica tipica del bullo, inizierà a risolvere sistematicamente i suoi problemi godendosi la dimensione del piccolo centro efficiente e ambizioso caratterizzato da: partecipazione, convivenza, trasparenza, sostenibilità, valorizzazione e creatività.
Se ciò non avverrà, nei prossimi decenni assimilerà definitivamente tutte le negatività delle grandi città appiattendosi senza possibilità di ritorno.

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31 Responses to “Discorso intorno alla città.
Intervento del produttore Alessandro Contessa”

  1. jpfviolator Says:

    prima di venire a perugia all’università mi sembrava naturale che il centro della vita – culturale e notturna – fosse il centro storico. e la suburra era solo la suburra.
    qui le periferie sono un altra cosa e non c’è da sorprendersi se gli amici ti rispondono: no dai, stasera non andiamo in centro, scendiamo giù in periferia e stiamo là.
    oltre ad essere dormitori sono nuclei autonomi con una chiesa, un ipermercato, un cinema, locali, luoghi di ritrovo ecc ecc…
    tra l’altro già nell’urbanistica si è evitato di differenziare quartieri popolari da quartieri per più ricchi. sono mischiati.
    un’altra faccia della periferia esiste, e mi piace l’idea che un futuro “migliore” (che va pure di moda) passi da essa.

    ps: un saluto ad alessandro! :)

  2. pinocchio Says:

    tutte parole. Come siamo bravi. peccato che tutto puzza talmente di borgesia che non è possibile crederci veramente. sette euro.

  3. NICOLASCOPPOLA. Says:

    no,Borghesia no!
    e dai ancora con queste parole obsolete che non significano piu nulla .

  4. NICOLASCOPPOLA. Says:

    esco dal tema ,(ma non troppo)ma il pub Zodiaco è chiuso o no?

  5. babblbabl Says:

    con borgesia penso si riferisse a Borges lo scrittore

  6. mostromutante Says:

    Borghesia …
    sarebbe molto interessate capire che significa borghesi… soprattutto oggi… cos’è il “ceto medio”… a me sembra che questo termine sia morto con Moravia…

    come direbbe Jimi Hendrix (bonanima) … “You’re living in the past!”.

    Ma non c’entra nulla con Alessandro, che ha fatto delle proposte pratiche e concrete e, aggiungo, condivisibili e facilmente attuabili!

    E di fondo condivido totalmente l’idea che non dobbiamo svenderci a nessuna logica di conformismo, la modernità è attrezzare la tradizione con strumenti nuovi ed efficaci!

    Meglio:
    Fanculo al corteo storico che non ci appartiene, concentriamoci su quello che E’ il nostro territorio, cogliamo il momento per far evolvere sta cazzo di tradizione e non farla rimanere come l’”hobby del pensionato”.

    In questo senso il cinema, il teatro e la letteratura sono Petrolio.
    Se scavi per bene, lo trovi anche qui.

    Ed è questo anche lo spirito con cui anni fa costituimmo con Alessandro il club del cinema Radium e con cui lui ha caparbiamente seguito la propria aspirazione fino a rendere possibile esattamente il lavoro a cui aspirava.
    Non è facile e non è poco…

    Il resto, sono chiacchiere…

  7. jpfviolator Says:

    cos’è sto club cinema radium? racconta!

  8. NICOLASCOPPOLA. Says:

    bisogna sfruttare le tradizioni della propria citta come fanno tanti altri paesini tipo racale e melpignano francavilla di storia e tradizione ne ha peccato che la si conosca in pochi e non è mai stata sfruttata a dovere .

    secondo me il problema del falso corteo storico non è perche sia falso ma perche non è fatto bene ,quindi l’organizzare delle cose sulla tradizione sarebbe ottimo ma se lo fai male stiamu punto è accapo si rimane nel limbo.

    secondo me francavilla non rischia di prendere i difetti delle grandi citta o delle globalizzazioneil problema è il limbo che è la situazione francavillese da molti anni qui spesso le cose muoiono in se stesse non c’è mai stata qualcosa che sia durata veramente e c’è troppa gente che fa le cose solo per avere il suo giorno di gloria senza mai dare continuita .

  9. AleLeo Says:

    Ecco, giusto, organizziamo un festival internazionale di Limbo..
    http://www.youtube.com/watch?v=ApXPd4WSP24

    Facciamo passare Bungaro sotto l’asticella.

  10. mostromutante Says:

    Credo che Alessandro e i suoi fratelli abbiano letto Ciak dal numero 0, probabilmente prima che uscisse in edicola…

    Un pomeriggio degli anni 90, di quelli in cui ammazzavano le mosche per passare il tempo, se ne venne con la storia della Uicc e della possibilità di aprire un Circolo a Francavilla.
    A quel tempo erano spariti improvvisamente tutti e 3 i cinema del paese, di cui 2 morti sotto una colata di cemento (Schiavone e Olimpia), un altro fermo per inagibilità (l’Italia) .

    Così, in 5 volenterosi abbiamo fondato il circolo, stampato le tessere soci e volantini, contattato qualcuno che ci affittasse Cineproiettore e pizze, organizzato presso le scuole le proiezioni per i soci, costruito perfino una cabina di proiezione in cartongesso che venne distrutta il giiorno dopo da quelli della scuola media Virgilio.
    Il successo più grande credo che siano state le 2 giornate di pienone in cui siamo riusciti a proiettare “La Vita è Bella” quasi in contemporanea nazionale con i veri cinema, in cui personalmente ho staccato il biglietto al Sen. Curto in persona in educata fila con gli altri.

    Dopo un paio di rassegne, l’ostracismo di un po’ di persone (proprietari di cinema fuori paese, direttori d’istituto, bidelli, politicanti vari, invidiosi e nullafacenti in genere) e la vita che andava in altre direzioni lavorative ben più proficue, pian piano abbiamo lasciato perdere… tranne lui, che alla fine si è inserito nel fantastico mondo del cinema.

    E’ stato tutto molto divertente!

  11. NICOLASCOPPOLA. Says:

    ale leo
    sei un grande

  12. jpfviolator Says:

    ah si! mi ricordo della vita è bella! c’ero anch’io! che bella cosa, non avete pensato di rifarla? o al massimo, visto che ormai impegnati, “tramandarla” ad altri? non per fare il polemico per forza, ma, nonostante il cinema ci sia, si è costretti ad andare fuori paese lo stesso per vedere film che non siano necessariamente nazionalpopolari…un circolo che dia la possibilità di vedere altri film, magari “vecchi”!, con se possibile l’intervento e la spiegazione di gente esperta (che si legge ciak dal numero 0) farebbe molto petrolio, già!
    grazie del racconto mostromutante! ;)

  13. savino d'andrea Says:

    Grazie Alessandro,
    sono contento che un’altra voce si alza per la “Francavilla …che vorremmo!”.
    Un paio di cose ho da comunicarti e comunicare ai curiosi del blog.
    La prima:
    finalmente una buona notizia a Francavilla, si tratta di una ottima opportunità che non dobbiamo assolutamente lasciarci sfuggire; mercoledì scorso è stato comunicato alle associazioni presenti l’intenzione, da parte dell’Amministrazione, di promuovere la rigenerazione urbana attraverso la partecipazione attiva delle associazioni, delle scuole e dei singoli cittadini. Che cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che viene assicurata la partecipazione civica all’elaborazione ed attuazione di un programma integrato che segua naturalmente un’idea guida. Al cittadino in pratica si dà la possibilità di considerare la propria città come se fosse (ma in effetti lo è!) una casa comune e quindi condividere il programma di rigenerazione urbana.
    La seconda cosa che ho da dire, proprio perché mi è stato chiesto e non solo da te, riguarda il recupero del Centro Storico di Francavilla, progetto che prevede la riqualificazione degli spazi urbani anche attraverso il restauro e il recupero delle pavimentazioni esistenti (chianche). È in costruzione, da parte del Caffè Letterario …a Sud Est, la realizzazione di un convegno proprio sull’argomento. È inutile dire come stanno le cose, le sentiremo dai tecnici che stanno operando e dalla Sovrintendenza. Questo potrà permettere di rimediare ad una mancanza di comunicazione e nei limiti del progetto già in corso d’opera anche di poter dire la nostra come cittadini semplici (non proprio semplici, visto che la città è anche nostra).
    Altra notizia si stanno raccogliendo immagini per allestire una “mostra del BRUTTO” proprio per far fronte a quanto Sergio Tatarano va dicendo da un po’ di tempo: l’assuefazione al brutto. Evidenziando il brutto presente nella nostra cittadina si potrà procedere alla sua eliminazione ed a rendere più evidente, finalmente, il bello. Siamo grati a quanti, con qualsiasi mezzo (a volte un’idea riesce a smuovere una montagna), daranno una mano.

  14. Dan!e|e Says:

    @Savino
    dammi un paio di lunedì pomeriggio e ti porto un cd del più “bel brutto” della nostra città.

  15. Dan!e|e Says:

    ovviamente in foto,m’era scurdatu cullu scriu

  16. Antonio de Franco Says:

    Uffa, più che di borghesia, si tratta di conformismo.
    I giudizi che date sono espressione di un atteggiamento di conformismo rispetto ad un “culturalmente corretto” che inconsciamente vi viene introiettato pensandolo come originariamente vostro invece è solo auto censura e galera della vostra anima.

    -

    Non ponetevi l’obiettivo di modificare la realtà della vostra città pretendendo di adeguarla a dei modelli. Emancipiamola, invece, esaltandola. Ad esempio: la via per Brindisi. E’ il più bel percorso di cross urbano di tutto l’occidente. Evitiamo di aggiustarla! Che le buche si allarghino pure. Si aumenta la sicurezza poiché tutti sono costretti ad andare piano. Poi di domenica blocchiamo il traffico e ci organizziamo un raduno con gara di moto, bici, macchine, trattori.
    Ma cosa avremmo da dirci di particolare se la via di Brindisi fosse normale come la generalità delle strade?
    Invece c’è dell’arte di vivere nel modo in cui teniamo quella strada. Sarebbe bello che si faccia un video riprendendo un anziano in motorino che fa zig zag percorrendola.
    Ma dove pensiamo di andare quando pretendiamo di volerla percorrere a non meno di 100 kmh? All man must die, viene da dire…
    Ecco per agevolare la riflessione si potrebbe disseminare la banchina della strada di cartelli con scritti di Tagore, Gesù, Gandhi, Confucio, Siddartha.
    I turisti avrebbero una attrazione da visitare: “la via del dissesto” e tutti rimarrebbero positivamente incuriositi dalla spiegazione della guida che spiega come si fa a percorrere una strada dissestata e inagibile.
    -
    Come per la via per Brindisi di tutti i vari dissesti francavillesi possiamo fare la stessa cosa esaltandone ciò che non va.

  17. savino d'andrea Says:

    Daniele, va benissimo per i lunedì. Vedo che hai colto nel segno: ti porto un cd del più “bel brutto” della nostra città. In effetti mostrando il più bel brutto si può riconoscere ciò che andrebbe necessariamente eliminato per un ritorno, finalmente, al bello.
    D’accordissimo con quel “brutto-bruttissimo-cafone ed irritante ma stimatissimo Antonio de Franco, esaltandone i disservizi, quello che non va, si può riuscire nel cambiamento.
    Ricordatevi della rigenerazione urbana, non vorrei illudermi o illudere nessuno, è una opportunità, questa volta possiamo essere noi i protagonisti, sforziamoci di pensare come vorremmo che fosse la nostra Francavilla

  18. Dan!e|e Says:

    a proposito di rigenerazione/riqualificazione urbana.
    Suggerirei di coinvolgere anche le scolaresche(asilo-elementari).I bambini potrebbero dare ottimi suggerimenti su come ottimizzare la vivibilità di un quartiere,senza contare che sono tutti dei grandi artisti e a me non dispicerebbe che i bambini “ppittassero” i loro spazi.
    Se iniziamo ad insegnare a loro il “senso del bello”,allora sì che possiamo sperare realmente in una Francavilla diversa fra 10 anni.

    inoltre sarei molto propenso ad avere la mia città con meno macchine in circolazione piuttosto che avere tante macchine che circolano meglio.
    Scegliamo un appuntamento mensile di chiusura del traffico (iniziamo dal centro fino ad arrivare data dopo data anche alla periferia) e iniziamo a camminare a piedi.Sono convintissimo che la maggior parte dei miei concittadini non conosce la propria città!

    ho solo detto cose che probabilmente sembrano scontate,ma nonostante questo non sono state ancora fatte,per cui è ora di iniziare;altrimenti fra 10 anni saremo ancora qui a scrivere le stesse c@##° di cose.

  19. antonello Says:

    ma la rigenerazione urbana non è già in atto con gli interventi di area vasta? e non la sta già programmando il sindaco insieme all’assessore lopalco? così ho letto sui giornali.

  20. ma_sì Says:

    http://www.comune.francavillafontana.br.it/
    ……..nota tra gli argomenti in consiglio comunale per lunedì 1 febbraio

  21. grazia Says:

    caro Alessandro, molto di quello che scrivi è già contenuto in un documento che l’assessore Lopalco ha illustrato mercoledì alle associazioni presenti sul territorio, che sia l’inizio di un percorso ? ce lo auguriamo !

  22. Antonio de Franco Says:

    Già la riunione di mercoledì. Mercoledì era il 27 gennaio.
    Il 27 gennaio è stato consacrato sin dall’anno 2001 alla Gornata della Memoria.
    La Giornata della Memoria per noi italiani riveste una importanza particolare di auto confessione degli errori fatti e da non ripetere più.
    Infatti l’Italia è la nazione che insieme e dopo la Germania ha introdotto le leggi razziali fondate sulla superiorità della nostra razza stabilendo per legge la inferiorità e la discriminazone di altre persone.
    Noi italiani abbiamo il dovere di dedicare quella giornata a esprimere pentimento e ravvedimento per gli errori commessi. Io non ne ho commessi di eguali; li hanno commessi i miei nonni e bisnonni ma ciò non toglie nulla al dovere che abbiamo di fronte all’umanità per cui dobbiamo essere attori viventi della risipiscenza e del pentimento riconoscendo ciò che non si deve fare.
    -
    Ora, dico io: l’assessore Lopalco, l’amministrazione comunale di Francavilla, i rappresentanti delle associazioni non avevano da scegliere altro giorno in luogo del 27 gennaio per la riunione sulla rigenerazione urbana? Non sapevano a quale sacro compito è dedicato quel giorno?
    Pur invitato non ci sono andato perché il 27 gennaio ricordo con mestizia la apertura dei cancelli dei campi di concentramento ove delle persone cattive e malefiche, tra cui noi italiani, vi avevano messe a morire tante persone. E l’essere un anti fascista nonché nipote di un’assassinato per mano nazista, non mi diminuisce la responsabilità di essere testimone del male che la nostra nazione ha fatto.

  23. grazia Says:

    Ricordare per essere ricordati non serve a nessuno !
    Ricordare e fare tesoro della memoria per migliorare dovremmo farlo tutti ogni giorno e non solo una volta l’anno.

  24. supergulp Says:

    Caro De Franco alla luce delle sue continue e attente osservazioni di chi non avendo molto da fare è attento a date, ricorrenze e coincidenze, suggerisco che d’ora in avanti l’amministrazione e/o chiunque abbia intenzione di organizzare qualcosa in questa ridente cittadina ( perchè ci fai fare un sacco di risate !!) le chieda il consenso.

  25. Antonio de Franco Says:

    Iniziamo, intanto, a farlo nel giorno a ciò consacrato che l’aspettare che lo si impari a fare ogni giorno equivale a rinviare sine die l’esercizio della memoria.

    P.s. Supergulp, molte cose che si fanno in Francavilla non si farebbero affatto se occorresse il mio nulla osta poiché, ovviamente, le vieterei essendo troglodite. Sei un pessimo suggeritore! ah ah ah ah ah

  26. supergulp Says:

    L’arroganza e la presunzione servono ad affermare se stessi senza il rispetto delle idee altrui.
    Per fortuna che nessuno la tiene in considerazione, infatti la mia era una battuta che ha provocato la reazione che speravo… farla ridere !!

  27. Antonio de Franco Says:

    Provo a spiegare, caro supergulp, in cosa consiste questa cosa “americana” che è la discussione pubblica e contemporanea per mezzo di internet qual è il blog.
    Quando si accetta di scrivere in una siffatta discussione si accetta di esporre se stessi alla valutazione ed al giudizio di chi legge.
    E’ un confronto assolutamente paritario; non vi è un professore che dà i voti; non vi è un censore che taglia i contenuti; nessun valore hanno i titoli di qualsivoglia tipo (scolastici, professionali, politici).
    Allora come va?
    Va semplicemente che ciascuno si riflette nel modo in cui scrive. Se fa valere i suoi titoli si sputtana. Chi fa censura, come quel poveraccio di Iurlaro, si suicida uccidendo la discussione. Se pretende di dare i voti agli altri fa la sua triste figura.
    Internet è rivoluzionaria poiché annulla e rende inutili le mediazioni. Fa vedere come siano infantili le tifoserie in quanto spinge naturalmente le persone a riflettere e ragionare cioè ad essere critici.
    -
    Detto ciò, caro supergulp, rileggi i tuoi due commenti e dopo aver provato a pensare cosa pensano di essi i lettori, poniti il problema di avere più rispetto per te stesso (per il quale vale a poco prendersi delle libertà con De Franco).

  28. supergulp Says:

    rileggo i miei commenti e trovo vuote le sue risposte !
    buona fortuna sig. De Franco

  29. mostromutante Says:

    Se questo è un discorso “intorno” alla città…
    qualcuno sta prendendo la tangenziale…

  30. Antonio de Franco Says:

    Caro supergulp, proprio non riesci a superare la logica del giudizio di valore. Sei sempre lì in tensione a ordinare un prima e un dopo, a dare voti, a incasellare, a fissare limiti e confini, a individuare il vincente ed il perdente.
    E’ importante che le mie risposte siano vuote o piene! Non ti viene per l’idea che, come le tue, sono semplicemente quel che sono?
    E che a mio avviso l’amministrazione di un ente territoriale del tipo del Comune, il 27 gennaio come attività istituzionale dovrebbe prefissarsi di organizzare e promuovere manifestazioni sull’Olocausto, sulla memoria delle leggi razziali, sull’errato concetto di italiani brava gente gasatori di libici e etiopi, invasori di comunità sorelle come quelle francesi e quelle greche. Italia, esempio e battistrada per lo sviluppo della dittatura comunista russa e di quella nazista tedesca, non più patria dello statalismo dirigista e corporativo. Per noi italiani il 27 gennaio non può che essere la giornata del pentimento, del ravvedimento e della resipiscenza.
    Se la riunione di associazioni per la rigenerazione urbana viene convocata proprio il 27 gennaio mentre nel contempo l’amministrazione che la organizza non ha pensato di fare qualcosa per la Giornata della Memoria, possiamo parlare almeno di scarsa attenzione? O anche di smemoratezza…..
    A mio avviso, ripeto, e tocco ferro… non si sa mai!

  31. francavillese_DOC Says:

    Alessandro Contessa è stato pure buono a descrivere nel suo articolo
    Francavilla. E non aggiungo altro…

    Anche io mi ricordo del Circolo Radium, soprattutto considerando
    il progetto all’avanguardia (per Francavilla, of course…) visti i tempi in cui fu
    pensato ed istituito. MA SOPRATTUTTO mi ricordo dei tanti soggetti
    ostili che vedevano il circolo come un possibile fattore di novità
    e quindi di *cambiamento* che assolutamente non era benvisto.
    Inutile dire che la sua fine è stata segnata dall’ostracismo e
    dalla volontà di questi individui di schiacciare chiunque
    si azzardasse a portare una novità in un paese di zombi.