Il mancino degli Imperiali.
Intervista a Mirko Delia
Scritto da Petrolio,
lunedì 25 gennaio 2010
Bisogna immaginare la scena un po’ come in una spy story. Il giovane Fabiano Iaia, amico del nostro Mirko Delia e immortalato anche lui nel video quassù, è sugli spalti a seguire Francavilla-Mesagne. Nota un uomo distinto, avvolto in un impermeabile scuro, il quale parlotta al telefono tenendo l’altra mano attaccata al ricevitore. Dopo un po’ l’uomo si avvicina a Fabiano e gli chiede qualcosa con estrema discrezione. Fabiano socchiude gli occhi, non ha capito bene. L’uomo con l’impermeabile ripete: “Quanti gol ha segnato il numero 11?” Anni dopo, ecco la verità: il numero 11 è il protagonista di quest’intervista, mentre l’uomo con l’impermeabile scuro è un osservatore di un importante club calcistico di Serie A. Per sapere quale, continuate a leggere questa chiacchierata col giovane francavillese Mirko Delia, attaccante moderno, alla Ibrahimovic – meglio Van Basten, dice lui – che, come saprete, è adesso in prima squadra nel Catania (e da qualche settimana in prestito al Potenza). Prego, e buon campionato a tutti.
Avrai iniziato come molti a Francavilla in una scuola calcio, immagino.
Sì, da piccolissimo nello Sporting. Allora c’erano Sporting, Virtus e Futura.
Lo Sporting è diventato un po’ da sfigati, a un certo punto.
Sì, la Futura era la novità, poi si sono fuse prima Futura e Virtus; lo Sporting, in effetti un po’ sfigato, si è unito in seguito.
In quali ruoli hai giocato?
Da piccolo fino a 16 anni un po’ in tutti: dal portiere, al terzino, ala destra, sinistra.
I tuoi amici mi hanno detto che sei ambidestro.
No, sono mancino.
M’hannu cuntatu chiacchiri, allora.
Sì, il destro lo uso solo per salire le scale.
Dopo la scuola calcio cos’è successo?
A quindici anni e mezzo ho partecipato al quadrangolare che organizzano ogni anno qui a Francavilla, con squadre molto importanti. In questo torneo ho segnato alla Juventus e alla Lazio, nonostante giocassi in una squadra molto inferiore alle loro. Da lì i provini in giro per l’Italia. Sono stato a Padova e al Chievo, dove mi hanno preso. A Verona ho fatto gli allievi nazionali.
Come ti sei trovato a Verona?
Non benissimo, non tanto per l’ambiente sportivo. Ero un ragazzino, da solo, in una città difficile. Dell’esperienza calcistica mi è rimasto poco. Pensa che non ho conservato nessun rapporto coi miei compagni di squadra. Con quelli di scuola, lassù, sì, ci sentiamo ancora. Credo davvero fosse un problema di città. Penso sia la città più razzista d’Italia: ricordo che in autobus, se parlavo al telefono, si voltavano tutti a guardarmi per via dell’accento.
Così torni qui.
Sì, a Francavilla. Mi opero ai piedi, un’operazione da niente, in teoria, che si rivela più complessa del previsto. Rimango sei mesi fermo, e iniziano le difficoltà. Così a luglio di quell’anno mi trovo senza squadra, pur essendo stato nei professionisti. Al Chievo avevano capito le mie difficoltà d’adattamento e mi avevano lasciato libero. A quel punto si fa avanti il presidente del Francavilla, Mino Distante, e mi chiede se voglio giocare nella sua squadra. Per me è stato l’ideale, giocare a casa, in una squadra che voleva salire di divisione.
Avevi 17 anni.
Sì, è stato un punto di partenza.
L’anno dei 15 gol.
Sì, 15 gol in 22 partite anche se due non sono stati segnati: in sala stampa non si capiva niente, i giornalisti segnavano una cosa, poi un’altra, un casino.
Chi era l’allenatore?
Le prime sei partite De Gregorio, poi è arrivato Francioso.
Come ti sei trovato con loro?
De Gregorio mi ha fatto giocare per primo, con lui ho raggiunto la nazionale under 19. Francioso, dopo qualche panchina, mi ha lanciato contro l’Altamura, gara in cui ho segnato una doppietta. Mi ha insegnato tanto, anche piccole cose, movimenti, del resto lui ha giocato da attaccante.
Com’è stato andare in nazionale?
Era ottobre, arriva una lettera: devi andare a Coverciano. Rimango a bocca aperta: in quattro mesi passo dallo stare senza squadra alla nazionale. Il presidente Distante mi diede le chiavi di casa sua a Roma, così passai la notte lì e il giorno dopo andai a Firenze. Giocai l’amichevole contro il Verona: ricordo ancora il palo che ho preso.
Torniamo a quella stagione col Francavilla.
Comincio a giocare con Francioso, come ho detto c’è l’Altamura (doppietta), altri gol, uno in rovesciata – di quelli non segnati dai giornalisti – poi arriva la pubalgia. Me la porto dietro per tutto l’anno e salto un bel po’ di gare.
Ma avevi una media gol altissima. I tifosi come ti trattavano?
Ero amatissimo. Il che faceva un po’ invidia agli altri under. Però quando scendevo in campo erano tutti con me.
Poi arriva il Catania.
Dopo la stagione col Francavilla ci sono voci intorno a me. Fiorentina e Siena. Catania. Col Siena ci furono problemi contrattuali. A Catania mi volevano da tempo, a quanto pare. Firmai la sera prima degli esami di maturità.
Il giocatore a cui ti ispiri?
Molti mi paragonano a Ibrahimovic. Ma a me piace Van Basten: era incredibile!
Qui verrà giù la curva milanista di Petrolio. Insomma, sei il numero nove, il centravanti.
Sì, ma sono un centravanti molto mobile, mi piace spostarmi sulla fascia, crossare; in un articolo mi hanno associato a Luca Toni, ma con doti tecniche superiori, voglio sperare!
In effetti Toni è un po’ taulone, come si suol dire.
A Francavilla giocavo anche da trequartista o da ala. In attacco posso giocare in tutti i ruoli.
La differenza principale tra il calcio di provincia e quello professionista credo sia nelle mazzate.
Be’, nel calcio professionista conta l’organizzazione su tutto. Non cambia molto, ma c’è maggiore intensità, più tattica. Poi, ai livelli più bassi, se cominci a portar palla un po’ troppo ti distruggono.
Cosa si prova quando la squadra per cui tifi viene battuta da quella per cui giochi?
Eh, io sono juventino da sempre, ma quando vivi e ti alleni con un gruppo, non puoi tifare contro. Insomma, in Juventus-Catania sono stato contento per la vittoria del Catania.
Esiste il doping nel mondo del calcio?
Io sono entrato da poco nel mondo dei professionisti. Non posso sapere com’era prima. Ma adesso sì, credo che esista: come si fa a giocare tre partite in sette giorni a quell’intensità?
Progetti per il futuro?
Mi accontenterei di star bene fisicamente e dimostrare quello che valgo a Catania. Mi sono rotto due ginocchia, sono stato fermo due anni. Voglio giocare per loro, per due anni sono stato sempre a bordo campo, a salutare i tifosi. Voglio giocare.
Che numero hai?
Quest’anno il 20.
Hai conosciuto Zenga e Mihajlovic?
Dicono che Zenga sia uno che se la tira, ma secondo me aveva un certo atteggiamento solo per proteggere la squadra. Per me è un bravo allenatore. Coi giocatori si comportava benissimo. Mihajlovic non l’ho ancora incontrato.
Il gol più bello che hai fatto?
A Francavilla, contro il Massafra, in rovesciata, il gol del pareggio all’ultimo minuto. Poi c’è anche quello contro il Nardò, all’ultima giornata. Ero nell’angolo dell’area di rigore, qualcuno ha detto che volessi crossare, invece… Io ho tirato (ride). Un po’ come Shevchenko in uno Juve-Milan di qualche anno fa.
“Io ho tirato”: dicono tutti così. I giocatori che più ti hanno impressionato?
In allenamento Martinez e Morimoto. Il giapponese ha dei movimenti rapidissimi. Dal vivo, dal bordo del campo, Ibrahimovic: avrebbe bisogno di una categoria a parte.
Faresti un’esperienza all’estero?
Qualche anno fa c’era stato un interessamento del Queen’s Park Rangers di Briatore nei miei confronti. Sì, mi piacerebbe, sarebbe anche un’esperienza di vita stimolante.
Adesso, devi farci una promessa. Se noi avessimo le magliette di Petrolio – che non abbiamo – saresti disposto a beccarti un’ammonizione pur di mostrare il logo di Petrolio sotto la maglia del Catania, quando segnerai il tuo primo gol in Serie A?
Be’, posso scriverlo a penna sulla canotta.
Allora hai promesso.
Promesso.
Tags: asd francavilla, calcio, calcio catania, fabiano iaia, fiorentina, francavilla fontana, ibrahimovic, mirko delia, petrolio, siena, van basten
gennaio 25th, 2010 at 04:24
..noi, cittadini ignari di ogni cosa, abbiamo talento e talenti..ho avuto il gran piacere di giocar con loro ( Mirko, Fabiano, Luca, Gianluca, Pigia, Daniele ecc..) e non c’agghiu capitu ‘na pizza..eppure io sono un campione, per Dio..sarà stata colpa della sbronza del giorno prima..ne sono sicuro!!..a presto Fabià..MJ..
gennaio 25th, 2010 at 09:46
uè giuà… preeeeeeeee … a tutti vanni ti scaffi ???
gennaio 25th, 2010 at 13:16
Gino Quazone che gira con lo spot di petroliobloggo è una forza della natura… Viva Viva il petrolio!
gennaio 25th, 2010 at 16:58
com’è sta storia di Quazone??
gennaio 26th, 2010 at 11:52
lu vogghiu sentuuuuu puru iuuuuuu
gennaio 26th, 2010 at 13:26
Abbiate pazienza e sarete soddisfatti. Per ora gustatevi le magie di Delia.
gennaio 28th, 2010 at 00:33
dice bene santucosimo,cristiani seti!
gennaio 28th, 2010 at 00:46
fabiano 6 il migliore,nn so cm farei se nn ci fossi..anke cn un semplice commento mi fai sognare!
febbraio 6th, 2010 at 16:30
uè fabià tuttu a giampiero mughini ti ni sta vva!