Archive for ottobre, 2009

Settembre-Ottobre? Tutt’apposto.

venerdì, ottobre 30th, 2009

tuffo

Petrolio compie un mese e mezzo: quale migliore occasione per autocelebrarci in una sorta di Spoon River francavillese? Allora, se vi siete persi le nostre interviste, potete cominciare gustando un espressino da Daniele, magari vi scatta una foto. Oppure, provate a solcare l’erba sintetica di un campetto insieme a Salvatore Chionna, ma solo dopo un crodino al Bar Italia. Pierino vi aspetta. Se passate dalla piazza, salutate Lusy, poi tagliate per il centro storico e ballate con Pietro Balsamo. Giovanna Lopalco e Irene Vecchio, intanto, ve le salutiamo noi, a quest’ora saranno già partite da un pezzo. Dunque ora dovreste trovarvi in corso Umberto I: provate a bussare a Casapound. Adesso siete pronti per fare un giro nella macchina del tempo e tornare ai giorni della Madonna, oppure alla Notte degli Imperiali. Fate caso ai signori che cercano i bagni pubblici e, se sta piovendo, potrete comunque trovare riparo in biblioteca. Pregate che sia giovedì pomeriggio, però. E non dimenticate di assaggiare i nostri Piatti Tipici e di votare al liceo classico. Se vi rimane del tempo, meditate: chissà che non tiriate fuori un originale haiku francavillese.

Francavilla, quante storie:
viale Lilla, salotto senz’anima

giovedì, ottobre 29th, 2009

vili

Non so se i giovani di oggi hanno mai visto alcune vecchie foto che ritraggono il viale Vincenzo Lilla. Ne dubito, perché è difficile che ne abbiano potuto avere l’occasione. Se qualcuno di essi, incuriosito, volesse farlo, può rintracciarle nel libro di Alessandro Argentina, Francavilla Fontana. Ricordi (Levante Editori, Bari, 1994, pp. 29-39). Cosa si vede in quelle vecchie foto d’inizio e metà Novecento? La prima illuminazione elettrica, montata su ingombranti e antiestetici tralicci in ferro. La piantumazione dei tigli imbracati nei tutor, ma anche i vecchi alberi preesistenti (in doppia fila su ogni lato del viale). I marciapiedi in terra battuta (in una foto del 1942 appaiono già pavimentati, con mattoni diversi da quelli di adesso). Le case tutte a piano terra, in tufo e in stile neoclassico: un unicum stilistico che è stato violentato nella seconda metà del secolo scorso. Si vede inoltre il prima e il dopo la nascita della fontana antistante la stazione (non quella pretenziosa che è stata costruita negli ultimi anni). Infine, i mezzi di locomozione del tempo (traini e calessi, con qualche bicicletta). Il tutto in bianco e nero, che dà alle immagini-documento una patina di eleganza d’antan.

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Voi siete i giovani. Elezione dei rappresentanti d’istituto al Liceo Classico

lunedì, ottobre 26th, 2009

Petrolio ha cercato finora di scavare molto nel passato, nella storia (e nelle storie) di Francavilla. Oggi entriamo in una scuola per metterci in collegamento con le generazioni più giovani (badate, siamo giovani anche noi, eh, ma con una sola ‘g’). Siamo andati a fare visita agli studenti del Liceo Classico dove impazza la campagna per l’elezione dei rappresentanti d’istituto, fissata per giovedì 29 ottobre. Abbiamo così cercato di offrire ai candidati un microfono e a tutti gli studenti un messaggio: conoscere per deliberare, conoscere le idee e le proposte di tutti i candidati e decidere a chi affidare, come fosse un oggetto di valore, il proprio voto. Il breve video qui sopra non pretende di esaurire le proposte dei magnifici cinque. E’ un piccolo esperimento, il nostro, che speriamo possa comunque tornare utile.

Piatti tipici: Fai & Fogghi

venerdì, ottobre 23rd, 2009

fave01

A Francavillae ci piace mangiare, questo è noto. E si è tutti campioni, ai fornelli. Meno dei cigghiesi, ok, ma ce la caviamo. Allora, cosa c’è di male a farlo sapere in giro? Avanti, chi di voi non ha mai desiderato cucinare un bel piatto di fai & fogghi in diretta tv, mostrando a tutti con quale maestria si armeggia la cucchiara di legno? E poi, perché no? portarne un piatto a rallegrare i colleghi rimasti in ufficio, tristi e bui?

E si capisce che di solito la politica paesana somiglia troppo alle fave: c’è chi ci mette una patata, chi ce ne mette tre e chi non ce ne mette proprio. Chi le passa e chi le vuole belle dense. Chi, ingordo, rincara la dose con pipaluri e pesce fritto. Ma alla fine a mancia’, siamo tutti d’accordo.

Sì, il nostro (secondo e involontario) Piatto Tipico della settimana non poteva che essere QUESTO (cliccate su “QUESTO”, mi raccomando, e preparate la tavola).

Buon appetito!

[M'arraccumann: continuate a spedirci i vostri Piatti Tipici. La nostra mail è sempre qui.]

Francavilla, quante storie:
Nicci Nnacci e Pezzavia

giovedì, ottobre 22nd, 2009

miminu

Parte da oggi la collaborazione di Pietro Filomeno, al quale abbiamo chiesto di condividere su Petrolio i suoi ricordi e le memorie di una comunità che ha vissuto naturali trasformazioni nel corso degli ultimi decenni, pur mantenendo tipicità e costanti. Il suo sguardo è prezioso, perché rappresenta il punto di vista di un uomo libero, colto e consapevole. Gli diamo il benvenuto. Adelante, Pedro!

I padri e i nonni dei ventenni di oggi ricorderanno senz’altro un’atipica figura locale: Miminu Nnicci Nnacci. Il suo vero nome era un altro, ma una volta si usavano soprannomi molto coloriti. Io l’ho conosciuto negli anni Settanta. Era già adulto. L’opinione pubblica lo riteneva, con la crudezza e l’inciviltà di allora, lo “scemo del villaggio”. Oggi, che siamo diventati più civili, avremmo usato l’espressione “diversamente abile”. Visto da un angolo visuale diverso, era invece un personaggio da letteratura sapida e popolaresca. Io stesso, nel 1977, l’ho immortalato in un sonetto in vernacolo francavillese (scusate l’autocitazione, che è sempre antipatica).

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‘Uarda e ‘mpara. Intervista a Pietro Balsamo

mercoledì, ottobre 21st, 2009

Qualcuno di voi avrà già avvistato Pietro Balsamo per il centro storico, intento a modellare la cartapesta fischiettando un’aria di malaffare. Qualcun altro avrà sentito la sua voce e il suo tamburello aggirarsi come fantasmi per le chianche, di sera (o, perché no, ai concerti dei suoi Jazzabanna). Qualcun altro ancora, magari più anziano, si sarà fatto registrare da lui. Perché Pietro, tra le altre cose, se ne va in giro a registrare e catalogare le voci dei vecchi cantori locali. E’ il nostro Alan Lomax, non so se mi spiego – un vero e proprio giacimento petrolifero. Potevamo esimerci dall’intervistarlo?

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Piatti tipici: il Parcheggio Sbarazzino

lunedì, ottobre 19th, 2009

pecheggio tipico 01

Il Piatto Tipico di oggi è un esempio di avanguardia che si cristallizza, andando così ad irrobustire una tradizione più o meno locale. Lungi da noi assumere atteggiamenti censori o moralistici: qui si parla di creatività. Pensate dunque al celebre Parcheggio a Spina di Pesce, a quale innovazione rappresentò negli anni del boom economico in Italia. Oggi è fritto e rifritto, scontato, logoro ed anche un po’ noioso. Chiunque saprebbe parcheggiare a Spina di Pesce. Anche lo scialbo automobilista che in piazza Umberto I – foto in alto – si è cimentato in uno Spina di Pesce di routine. E di routine, lo sapete, si muore.

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Le Grandi Battaglie di Civiltà: la Biblioteca Comunale

lunedì, ottobre 19th, 2009

Tornano le Grandi Battaglie di Civiltà di Petrolio: dopo i bagni pubblici, non potevamo certo lasciare in sospeso un’altra annosa (sempre perché dura da anni) questione, quella della biblioteca comunale. Così abbiamo pedinato Savino d’Andrea e Pietro Filomeno  – entrambi dal barbiere e con improbabili calzini turchesi – per farcene raccontare i contorni e le stravaganze. L’impressione è che Marco Travaglio potrebbe scrivere milioni di tomi su questa storia, e Stephen King pure. Possiamo solo dire che una biblioteca aperta solo la mattina è come Darth Vader senza spada laser. Certo, la situazzionae è molto più complessa, lo sappiamo, ha mille sfaccettature e prima di lanciare proposte ci pensiamo su un bel quarto d’ora. Del resto, la stessa storia della biblioteca appare maledetta, una storia che ha voluto la biblioteca medesima zingara per mezza Francavillae prima di approdare in piazza Dante, perdendo qua e là per strada preziosi volumi gentilmente donati da privati. Un caso scottante, una storia sbagliata, una sctrana maledizzionae che perseguita chiunque voglia aprire un libro a Francavillae. Tremate!

Di come il teatro mi salvò la vita e altre storie. Intervista a Irene Vecchio

venerdì, ottobre 16th, 2009

Lei non lo sa, ma quando passava invadente e distratta lungo il nostro corridoio, tra noi si faceva d’un tratto silenzio, come se intorno tutti attendessero una sua parola, un sorriso per riprendere il respiro. Ragazzi liceali mai a corto di emozioni, sentivamo che Irene non avrebbe avuto bisogno di esplosioni. E che, qualunque futuro per lei, su un palco o altrove, avrebbe continuato a farci sentire fragili e in attesa di un suo cenno.
Sono di parte, lo confesso. Non aspettatevi un giudizio oggettivo, distacco o chissà cos’altro. Lei è la mia madeleine che riporta alla memoria i profumi di una stagione. Oggi Irene vive una carriera da attrice teatrale e lavoro per fare del cinema. In cerca di oro nero, riesco a strapparle un caffè e quattro chiacchiere sui suoi progetti, prima che riparta per inseguire spettacoli, provini, laboratori.

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Piatti tipici: la Manciata

giovedì, ottobre 15th, 2009

ficae

Torna la rubrica Piatti Tipici e questa volta si va sul classico: si mancia. N’amà ffà a puercu, wagnù. Nella prima foto quassù, inviataci dalla nostra fedelissima lettrice Noemi, i tradizionali fichi cucchiati. Mai più senza.
Nelle immagini di seguito, un mix di innovazione e strane apparizioni metropolitane. Intanto vi invitiamo a mandarci altro materiale usando la nostra mail: non ne abbiamo mai abbastanza, noi petrolieri.

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