Archive for the ‘le grandi battaglie di civiltà’ Category

Le Grandi Battaglie di Civilità di Petrolio.
La quindicesima stazione

venerdì, aprile 9th, 2010

Tornano le nostre Grandi Battaglie di Civiltà. Dopo le shtrade dissestate, la bibliotecae, i bagni pubblici e gli autobusse, questa volta ci occupiamo della nostra amatissima stazione ferroviaria (su cui abbiamo già sproloquiato nell’ultima puntata della nostra radiotrasmissione*). Come si evince dal video quassù, a Francavillae è facile arrivare: arduo è partire. Biglietteria fantasma, obliteratrici decapitate, dipinti rupestri esortano piuttosto il francavillese a rimanere. Ma noi che amiamo accompagnare la lagna colla proposizione, lanciamo qui la nostra proposta: aboliamo i treni, ripristiniamo la stazione di Francavillae come luogo supremo per l’Amore (fisico, limonatore, spirituale): più centrale del Parapallo, persino più bucolica e romantica. Coi fatti, signori, solo coi fatti l’Amore vincerà sull’odio e sui ritardi delle ferrovie. Imenchia!

* Ma come? Non avete ascoltato la quinta puntata di Petrolio, un blog nella radio? Ma propria di Sava siti! Scaricatela da QUI, meh! Oppure – novità – potete ascoltarci in replica sempre su Quarto Canale Radio ogni domenica dalle 10 alle 11.

Ciaobonasera.

Le Grandi Battaglie di Civiltà di Petrolio.
Una giornata ai laghi imperiali

lunedì, febbraio 22nd, 2010

Tornano le Grandi Battaglie di Civiltà di Petrolio che fanno impazzire vecchi, piccini e cani poumes. Ora, questa grande battaglia ci è stata suggerita in sogno dallo spirito di Vincenzo Lilla, il quale, esasperato dalla stagione delle piogge, ci ha urlato contro: “Ma cce ccazzu shta faciti!?! È impossibile?!”. A quel punto non potevamo più tirarci indietro. Francavillae, quando piove, è in grado di attirare turbe di latianesi convinti che qui sorga Atlantide. Ma è pur vero che per le shtrate della noshtra amatae città è impossibile circolare se piove per più di cinque minuti cinque. Dunque, noi di Petrolio, che non amiamo né la demagogia delle soluzioni di certa destra (tipo: migliorare la rete fognaria, creare canali di scolo, adeguare l’asfalto. Puah!) né ci perdiamo in chiacchiere come cert’altra sinistra, avanziamo alcune innovative proposte per risolvere e approfittare del problema-pioggia:

a) organizzare lotte nel fango fra bellezze locali al centro della chiazzae;

b) rendere navigabile il Canale Reale, attrezzare un porticciolo turistico, dirottare verso Francavillae – città d’arte, pizzerie e pizzellari – il traffico di alcune navi da crociera attraccate a Brindisi, organizzare la Luis Vital Cup;

c) spargere sapone – liquido o in scaglie – su tutte le strade, asfaltate o meno, con o senza breccia, e creare il campetto di calcio saponato più grande d’Europa.

Fatti ‘nci volunu, wagnù, noni muggiacchi!

Le grandi battaglie di civiltà di Petrolio.
Un autobus chiamato desiderio

lunedì, dicembre 14th, 2009

Avete presente quell’automezzo urbano con quattro ruote, dieci venti o trenta sedili, carrozzeria abitualmente di color giallo-arancio, che nell’universomondo è indicato con il nome di autobus? Bene. Ora provate ad immaginare che una bella mattina desideriate partire da un punto x per raggiungere un punto y della città z senza prendere il vostro maggiolone cabrio, ché lo psicoterapeuta vi consiglia di uscire, stare a contatto con la gente. Andate in un tabacchino, in edicola, alla macchinetta ed acquistate un biglietto, quindi individuate la fermata più vicina e controllate gli orari delle corse. Abbiate pazienza ed approfittatene per scambiare due battute con le massaie che intanto tengono una tavola rotonda sul prezzo della zucchina fresca all’epoca della crisi finanziaria. Signoramia, il peso che il mercato dei capitali riveste oggi e considerata la mobilità di extra-profitti derivante dalla graduale rimozione delle restrizioni dettata dagli interessi di una special interest issue ma l’autobus finalmente arriva. Montateci su, adoperate l’obliteratrice senza fare i furbi e, semmai si manifestasse il controllore, come bravi boyscout esibite il vostro sorriso soddisfatto porgendo il biglietto punzonato. Accomodatevi, lasciate spazio alle vecchiette, godetevi il liscio asfalto metropolitano ed i piccoli, gradevoli sobbalzi che vi cullano. Date uno sguardo ai titoli del Giornale aperto fra le mani del vostro vicino. Infine, giunti a destinazione, saltate giù felici. Bene, ottimo lavoro, specie se le massaie vi salutano dal finestrino.
Ora pensate che le precedenti operazioni le dobbiate effettuare in una giornata qualsiasi a Francavillae. Chiudete gli occhi, contate fino a tre ed immaginate di essere cittadini normali in una Francavillae normale in un autobus – va bene pure bianco – normale… Uno, due… scommettiamo un italianissimo chinotto che vi viene da ridere prima di arrivare a tre?

Le Grandi Battaglie di Civiltà: la Biblioteca Comunale

lunedì, ottobre 19th, 2009

Tornano le Grandi Battaglie di Civiltà di Petrolio: dopo i bagni pubblici, non potevamo certo lasciare in sospeso un’altra annosa (sempre perché dura da anni) questione, quella della biblioteca comunale. Così abbiamo pedinato Savino d’Andrea e Pietro Filomeno  – entrambi dal barbiere e con improbabili calzini turchesi – per farcene raccontare i contorni e le stravaganze. L’impressione è che Marco Travaglio potrebbe scrivere milioni di tomi su questa storia, e Stephen King pure. Possiamo solo dire che una biblioteca aperta solo la mattina è come Darth Vader senza spada laser. Certo, la situazzionae è molto più complessa, lo sappiamo, ha mille sfaccettature e prima di lanciare proposte ci pensiamo su un bel quarto d’ora. Del resto, la stessa storia della biblioteca appare maledetta, una storia che ha voluto la biblioteca medesima zingara per mezza Francavillae prima di approdare in piazza Dante, perdendo qua e là per strada preziosi volumi gentilmente donati da privati. Un caso scottante, una storia sbagliata, una sctrana maledizzionae che perseguita chiunque voglia aprire un libro a Francavillae. Tremate!

Le Grandi Battaglie di Civiltà: i Bagni Pubblici

lunedì, ottobre 12th, 2009

Poiché Petrolio non è solo suburra di matti e lazzi e frivolezze, cominciamo oggi con le nostre Grandi Battaglie di Civiltà. Ci sono questioni che vanno affrontate di petto, senza più ideologiche fette di prosciutto a impedire la vista di soluzioni (im)possibili. Con questo spirito abbiamo accostato l’annoso – nel senso che dura da anni – problema dell’assenza di bagni pubblici in piazza Umberto I. Mancanza che si rivela questione spinosa e intergenerazionale, impedimento alla socialità e causa di repentina usura dei sanitari degli esercizi commerciali locali. Da qui la scelta di Petrolio, dare la parola agli habitué della piazza centrale, i quali, dopo un momento di naturale diffidenza, ci hanno inseguito pur di poter dire la loro in video. Un fiume di protesta che sta per rompere gli argini.